Riportiamo in allegato una lettera pubblicata su Specchio dei Tempi, di mercoledì 17 ottobre. L’autrice è una cliente dei mercati torinesi che lamenta la difficoltà nel ricevere lo scontrino fiscale per gli acquisti effettuati. Com’è noto è vigente l’obbligo di rilasciare lo scontrino, per cui sulla lamentela in sé non si può obiettare nulla. E’ però altrettanto noto che lo strumento dello studio di settore, a prescindere dal numero di scontrini emessi, indica quale deve essere il volume d’affari di ogni azienda, la quale se non risulta nei parametri e non compie l’adeguamento economico, può incorrere nei relativi accertamenti. E’ quindi possibile che pur emettendo tutti gli scontrini, l’azienda non risulti comunque in linea con i parametri. Niente scontrino significa quindi evasione automatica? La questione non è così lineare e consequenziale, come molta della campagna mediatica di questi mesi sta sostenendo. Tornando da ultimo alla lamentela, appare comunque indicativa di una maggiore sensibilità dei consumatori, per cui è opportuno che la Categoria rifletta sempre sulla soddisfazione del cliente, che non si basa soltanto più sulla qualità delle merci, sul risparmio e sul servizio, ma coinvolge anche una sfera civile che se non corrisposta può produrre un danno economico. La soddisfazione e la fiducia del cliente sono il bene primario dell’ambulante: per uno scontrino non emesso si rischia seriamente di perdere entrambe.

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