Con l’approvazione da parte del Consiglio comunale l‘amministrazione civica ha dato il via libera alla delibera di assestamento del Bilancio di previsione. Ventiquattro i voti favorevoli, 2 gli astenuti, 9 i contrari. Il provvedimento prevede variazioni con storni tra i vari capitoli di Bilancio per complessivi 38 milioni e 700 mila euro e risponde alle modifiche introdotte dalla “spending review” nazionale, che ha attribuito al Comune di Torino un taglio di spesa di circa 8 milioni di euro, da destinarsi al rimborso di mutui. Inoltre, si procede alla restituzione di 5,8 milioni di debito da economie di mutuo. I principali tagli di spesa sono stati così ripartiti:
Sindaco: 179.000 euro – Vice sindaco (cantieri di lavoro): 1.120.000 euro – Assessorato alla Cultura: 246.000 euro – Assessorato all’Urbanistica: euro 78.000 – Assessorato allo Sport: euro 86.000 – Assessorato ai servizi Demografici e Informativi: 246.000 euro – Assessorato all’Ambiente: 174.000 euro – Assessorato ai Trasporti e Viabilità: 107.000 euro – Assessorato al Bilancio, Tributi, Patrimonio e Personale: 3.200.000 euro – Assessorato ai Servizi educativi: 1.045.000 euro – Economato: 1.176.000 euro – Assessorato alla Polizia municipale: 77.000 euro – Assessorato al Commercio: 48.000 euro – Consiglio comunale: 282.500 euro – Circoscrizioni: 280.000 euro.
L’approvazione del provvedimento è stata preceduta da un ampio lavoro di analisi nella Commissione consiliare Bilancio, mentre prima del voto l’Aula ha dibattuto a lungo il provvedimento.
Il presidente della Commissione Bilancio, Alessandro Altamura, ha espresso la sua soddisfazione, ringraziando i Consiglieri comunali per il lavoro svolto in Commissione: “E’ un provvedimento rilevante con il quale si tagliano le spese per oltre 8 milioni e si risparmiano quasi 6 milioni sugli interessi dei mutui. Una manovra che rispetta in pieno gli indicatori della Corte dei Conti”. In conclusione, il sindaco Piero Fassino ha ribadito le difficoltà nelle quali stanno operando i Comuni per far quadrare i conti: “Non ricordo una cosa simile in tanti anni di politica. Nell’ultimo anno sono stati approvati nove decreti dal Governo e ogni 40/45 giorni abbiamo dovuto riformulare i conti del bilancio. Ma più in generale non si può pensare di agire soltanto sulla spesa degli enti locali e sono ormai anni che si fa così. Abbiamo dovuto comprimere la spesa per i tagli. E se nel 2012 abbiamo mantenuto i servizi, nel 2013 non saremo in grado di reggere più lo stesso livello. E non soltanto il Comune di Torino, ma tutti gli enti locali italiani”.